{"id":76194,"date":"2022-03-24T09:40:00","date_gmt":"2022-03-24T12:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/argentinaxp.com\/?post_type=blog&#038;p=76194"},"modified":"2022-03-24T09:40:00","modified_gmt":"2022-03-24T12:40:00","slug":"cortesanas-buenos-aires","status":"publish","type":"blog","link":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/blog\/cortesanas-buenos-aires\/","title":{"rendered":"Prime cortigiane a Buenos Aires nel XIX secolo"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1870 e negli anni successivi si intensific\u00f2 l&#039;importazione di donne europee destinate ai bordelli di Buenos Aires.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quel tempo, alcune zone della citt\u00e0 di Buenos Aires, che oggi sono assolutamente centrali, erano periferie remote e pericolose. Perch\u00e9 quello che era l&#039;angolo tra Temple (V\u00edamonte) e Suipacha, nei giorni di pioggia diventava una barriera fluviale impraticabile poich\u00e9 il passaggio dei carri causava una differenza di oltre mezzo metro tra la strada e il marciapiede e che, inoltre lo attraversava il vecchio canale del Terzo del Medio, uno dei torrenti della citt\u00e0 che sfociavano nella vicina sponda del fiume, nel 1867 i residenti elevarono una nota al Comune chiedendo l&#039;installazione di un ponte girevole , simile a quello installato a Esmeralda che attraversa C\u00f3rdoba. Il costo era di 6.000 pesos e l&#039;urgenza che avevano era cos\u00ec grande che promisero di collaborare con 4.000.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Una vez instalado y dado que en cien metros a la redonda hab\u00eda m\u00e1s de una docena de casas de prostituci\u00f3n, el puente comenz\u00f3 a ser popularmente conocido como \u00abPuente de los suspiros\u00bb<br \/>La citt\u00e0 di Buenos Aires era un importante centro di questo antico commercio, conosciuto nei principali paesi d&#039;Europa, da dove provenivano i suoi officianti, per sostare nella citt\u00e0 o diffondersi nel suo territorio o nei paesi limitrofi. Era un fatto che nessun governo ignorava o poteva regolamentare efficacemente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La compravendita di donne europee per il loro sfruttamento nei bordelli di Buenos Aires, il traffico clandestino e l&#039;arrivo di queste giovani donne che, coscienti o meno del loro futuro, sono state sedotte con la sicura promessa di vivere in una delle citt\u00e0 pi\u00f9 prospere di quei tempi, era per molti una fonte inesauribile di reddito economico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>A met\u00e0 degli anni 1870, Buenos Aires era una vivace citt\u00e0 con circa 200.000 abitanti e fino ad allora la prostituzione era stata considerata un problema minore.<br \/>L&#039;autorit\u00e0 esercitava il suo potere in modo discrezionale e qualsiasi donna sospettata di una vita licenziosa poteva essere imprigionata o inviata al confine per soddisfare i bisogni delle truppe.<br \/>La crescente immigrazione, e il gran numero di stranieri soli che arrivavano in citt\u00e0, rendevano indispensabile la ricerca di uno strumento di controllo sociale che contenesse al tempo stesso lo sviluppo delle malattie veneree.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo il 5 gennaio 1875 fu emanata l&#039;ordinanza di regolamentazione sulla prostituzione.<br \/>I casin\u00f2 ei negozi di dolciumi dove si praticava la prostituzione, che fino a quel momento avevano operato su autorizzazione del presidente municipale, dovevano essere registrati o sarebbero stati chiusi.<br \/>Il registro includeva un brevetto annuale di 10.000 pesos m\/c per stabilimento e 100 pesos m\/c per ogni prostituta. Molti hanno scelto di andare sottoterra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Le nuove case di tolleranza dovevano trovarsi a meno di due isolati da templi, teatri o scuole (art. 5).<br \/>Essere gestito esclusivamente da donne (art. 3).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi reggenti dovevano tenere un libro in cui venivano annotati i dati anagrafici delle donne che lavoravano nella casa (articolo 13).<br \/>Il mercoled\u00ec e il sabato un medico visitava tutte le prostitute, annotava i risultati sul registro e ne inviava una parte al Comune. Se la prostituta si ammalava di sifilide, doveva essere curata in casa a spese del reggente, e solo in casi avanzati veniva inviata all&#039;ospedale (artt. 15, 17 e 18).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Questa differenziazione tra le fasi di sviluppo della malattia e la portata del trattamento ha portato molte donne a continuare a lavorare anche quando erano malate. Con sconsiderata fretta, le donne a cui il mese precedente erano state diagnosticate ulcere veneree furono dimesse come guarite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Altri, come Juana Harr o Ida Bartac, non sono stati in grado di offrire i loro servizi poich\u00e9 erano elencati come pazienti venerei sia nei libri che nei referti medici.<br \/>Ci\u00f2 non ha impedito alla prima di continuare a prostituirsi fino a rimanere incinta cinque mesi dopo la diagnosi della malattia, e alla seconda di fare lo stesso, ma dopo essere apparsa per diciotto mesi consecutivi come malata sifilitica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il regolamento, che presentava molti difetti e nella maggior parte dei casi non veniva rispettato, continuava a imporre alle prostitute l&#039;et\u00e0 superiore ai 18 anni, a meno che non dimostrassero di essersi dati alla prostituzione prima di tale et\u00e0 (art. 9). Questo articolo era in contrasto con il codice civile, che dava la maggiore et\u00e0 a 22 anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>L&#039;incoerenza \u00e8 arrivata al punto di consentire loro di impegnarsi nel commercio sessuale, ma ha negato loro la possibilit\u00e0 di sposarsi senza il consenso dei genitori.<br \/>I commercianti di schiavi bianchi (si chiamavano cos\u00ec per il colore della loro pelle) e le case autorizzate erano i maggiori beneficiari, poich\u00e9 la quasi totalit\u00e0 degli alunni che entravano erano minorenni. Non potevano essere esposti sulla porta di strada, n\u00e9 sulle finestre, n\u00e9 sui balconi. Dovevano incontrarsi alla casa due ore dopo il tramonto, e fare una fotografia con i loro dati e quelli della casa di tolleranza dove lavoravano (art. 10). Queste donne erano quelle che dovevano sopportare il maggior carico repressivo sulle loro libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Il regolamento, che facilitava e proponeva la loro iscrizione nei registri della prostituzione, impediva loro di uscire con la stessa facilit\u00e0 dal bordello e dal commercio. Secondo l&#039;articolo 12: &quot;Le prostitute che cessano di appartenere a una casa di prostituzione rimarranno sotto sorveglianza della polizia fintanto che non cambieranno il loro stile di vita...&quot;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se fossero sfuggiti al loro confinamento, sarebbe stato molto difficile per loro dedicarsi ad altro mestiere, poich\u00e9 alla persecuzione da parte della polizia bisognava aggiungere che &quot;chiunque ammette consapevolmente nella propria abitazione privata o attivit\u00e0 come inquilino , ospite, domestica o lavoratrice qualsiasi donna che si prostituisca, pagher\u00e0 una multa di 1.000 $ m\/o. Saranno considerati informati coloro che, dopo tre giorni dall&#039;avvertimento dell&#039;autorit\u00e0, consentiranno a una prostituta di restare nella propria abitazione (art. 24).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Questo fatto, sommato agli elevati brevetti e controlli medici, fece s\u00ec che le donne argentine, spagnole e italiane, che fino ad allora avevano lavorato nei bordelli della citt\u00e0, preferissero continuare il loro lavoro clandestinamente in bar, tabaccherie e locande e che gli stranieri non -Paesi latini, prostitute o meno in patria, ma pi\u00f9 ingenui, ignari delle leggi e della lingua, venivano portati nelle case della tolleranza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1876 c&#039;erano 35 bordelli autorizzati, in cui lavoravano 200 donne. La maggior parte di questi si trovava nel quartiere di San Nicol\u00e1s, e alcuni erano allestiti con grande lusso, con bar, sale riunioni e musicisti per animare i balli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Nello stesso periodo \u00e8 iniziata una campagna di denunce che criticava il Comune per aver consentito l&#039;apertura di queste case nelle vie centrali, e allo stesso modo denunciava i trafficanti e il modo in cui operavano in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>L&#039;anno precedente (1875) ne era stata pubblicata un&#039;altra richiesta, con una formulazione molto simile, firmata dal proprietario della casa in via Corrientes 509. la vita del quartiere, e comunicava che, a causa dei continui scandali che vi si verificavano, fu costretto ad abbandonare la sua propriet\u00e0 per salvare la sua famiglia da un&#039;influenza cos\u00ec disastrosa.\u00bb<br \/>\u00c8 proprio in questa casa al 506 di Corrientes (attualmente 1283) che mesi dopo si sarebbe insediato uno dei bordelli pi\u00f9 famosi, vuoi per il lusso e la qualit\u00e0 delle sue donne, vuoi per il trattamento brutale che veniva loro riservato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altri chiesero che fossero pubblicati con termini pi\u00f9 duri e con toni antisemiti, ancora una volta cercati per suscitare il rimprovero della societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Allo stesso modo fu chiesto l&#039;intervento dell&#039;arcivescovo di Buenos Aires, parroco della Chiesa riformata tedesca, e delle autorit\u00e0 consolari per porre fine a questo commercio immorale. Insieme iniziarono ad apparire richieste che chiedevano la chiusura di caff\u00e8, casin\u00f2 e altri luoghi in cui si praticava la prostituzione clandestina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>In breve tempo si gener\u00f2 una guerra di denunce che fece capire che si trattava di un duello di interessi tra gruppi in conflitto che si aggiunsero, forse ingannati nella loro buona fede, da alcuni onesti cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>In un&#039;ampia richiesta, carica di informazioni, \u00e8 stato documentato come un trafficante (Jacobo H\u00f3nig) abbia investito 600.000 pesos m\/c per allestire due nuovi bordelli, uno a Corrientes 506 e un altro a Temple 356 altos.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altre strutture sono state denunciate anche a Libertad 309, Corrientes 509 e Temple 368, propriet\u00e0 rispettivamente di Ana Goldemberg, Carlos Rock e Herman Gerber.<br \/>Da un&#039;altra richiesta sappiamo che &quot;nel giugno 1875 Adolph Honing (sic,) domiciliato in 506 Corrientes Street, port\u00f2 dall&#039;Europa 18 giovani donne ingannate che sfrutt\u00f2 nel suo lavoro, che dopo sei mesi vendette a una di loro, di nome JB, ad un certo Isidoro Wolf, residente a Montevideo, nel. somma di 17.000 $.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Nel dicembre dello stesso anno Adolph Weismann inganna sette donne, quattro ungheresi e tre tedesche, dicendo loro che sarebbero andate a Milano e le indirizza a Marsiglia, da dove le spedisce a Montevideo.<br \/>L\u00ec erano attesi da Adolph Honing, che acquist\u00f2 i quattro pi\u00f9 belli. Il resto \u00e8 stato acquistato a Buenos Aires da Herman Gerber. Si stima che la vendita delle donne abbia fruttato al broker 150.000$ m\/c.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso Gerber, residente al 368 di Temple Street, aveva portato 12 donne nel giugno 1875. Due erano state vendute a un altro commerciante di Rosario.<br \/>Un altro, chiamato NW, dopo cinque mesi e mezzo di permanenza a casa di Gerber, fu venduto a Isidoro Wolf per 14.000 pesos, e dopo due mesi lo rivendette per 18.000 a Carlos Rock, domiciliato a Corrientes 509.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A seguito del trattamento ricevuto, NW \u00e8 fuggita dalla casa, accompagnata da un&#039;altra donna, gettandosi dal tetto. Successivamente, il tetto \u00e8 stato circondato da una recinzione di ferro.<br \/>Alcune di queste donne evase dal confino si sono recate al consolato austro-ungarico per sporgere denuncia, ma questo ha manifestato la propria impossibilit\u00e0 di intervenire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Poich\u00e9 il matrimonio civile non esisteva ancora, in molti casi veniva forgiato un matrimonio religioso tra la sfruttata e il suo sfruttatore, che la metteva a lavorare per s\u00e9 o la vendeva a un altro furfante.<br \/>In questo modo, alla donna \u00e8 stato impedito di reclamare le autorit\u00e0 consolari del proprio Paese, visto che sposando uno straniero ha perso i diritti di cittadinanza.<br \/>Le condizioni in cui vivevano queste donne erano certamente disumane. Furono comprati e venduti per capriccio dei loro sfruttatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All&#039;arrivo veniva loro fatto firmare un contratto in cui si impegnavano a pagare il viaggio, il vestiario, il vitto, la stanza e tutto ci\u00f2 che ricevevano.<br \/>I prezzi che dovevano pagare erano cinque o dieci volte il valore reale, ei debiti che avevano sempre con la casa venivano usati come un altro strumento di ritenzione.<br \/>Restavano rinchiusi tutto il giorno, e se uscivano a fare una passeggiata un pomeriggio al mese, era sotto la supervisione del direttore o di un supervisore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se qualcuno di loro si rifiutava di accettare queste condizioni, veniva punito o venduto a un altro bordello di qualit\u00e0 inferiore nell&#039;interno del paese.<br \/>Provenienti da famiglie contadine, sottoposte a vassallaggio e usanze sessuali che in alcuni casi prevedevano rapporti prematrimoniali e gravidanze come segno di fecondit\u00e0, \u00e8 possibile che abbiano accettato il commercio sessuale come ulteriore tappa della loro precedente sfortunata esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Analogo sfruttamento subivano le prostitute clandestine, che lavoravano per un ruffiano, con l&#039;aggravante che le condizioni igienico-sanitarie erano pi\u00f9 deplorevoli e la clientela, meno selezionata, molto pi\u00f9 numerosa.<br \/>Nel 1878 fece la sua comparsa El Puente de los Suspiros, un giornale il cui obiettivo dichiarato era quello di porre fine alle case dove la prostituzione era praticata clandestinamente o autorizzata. Non ha risparmiato critiche alla corruzione municipale, n\u00e9 al modo in cui i ruffiani sono riusciti a eludere l&#039;azione della polizia.<br \/>Tuttavia, nel suo primo numero del 28 marzo 1878, diversi gestori di Casin\u00f2, chiusi dal Comune perch\u00e9 ritenuti locali ove si esercitava la prostituzione clandestina, chiesero al questore di revocare l&#039;ordinanza e di negare al Comune l&#039;assistenza della forza pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tambi\u00e9n, en una columna aparecida el mismo d\u00eda, se mencionaba la llegada de 12 nuevas mujeres europeas. \u00abConsignadas \u00e1 Pepa la Chata, Libertad 276 y a C\u00e1rmen la gallega de Temple, han llegado conducidas por el Savoie, una docena de esclavas blancas m\u00e1s feas que el mism\u00edsimo doctor Agrelo que tiene cara de chorlito mal embalsamado. Cinco de ellas tiene la Pepa, montadas al aire, es decir, montadas sobre unos tacones m\u00e1s largos que las u\u00f1as de ciertos empleados municipales, y excepto una que no tiene nada de bonita, son horribles las pobrecitas. Siete tiene la Carmen, y no digo a Vds. nada de la fealdad de esas desgraciadas, porque ser\u00eda cosa de echar a correr.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi concetti sembravano voler spaventare i potenziali clienti di questi stabilimenti piuttosto che combattere la prostituzione. L&#039;edizione di quattro fogli usciva due volte a settimana. L\u00ec sono state criticate l&#039;azione della polizia e l&#039;operato del Comune. Ma a diffondersi maggiormente sono state le avventure di un gruppo di magnaccia arrivato in citt\u00e0 qualche anno prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Il Comune lo considerava un prodotto immorale, scritto da altri furfanti che facevano concorrenza al primo. I tentativi di censura tardarono ei responsabili dell&#039;edizione presentarono denunce alla Suprema Corte di Giustizia della Provincia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato in spagnolo, era accompagnato da una rubrica in tedesco in cui le donne venivano esortate ad abbandonare i loro ruffiani e cercare aiuto in redazione. Poco dopo, due ragazze scappano dalla Casa della Tolleranza di Corrientes 509 (attuale 1283). Gabriela Kirch, una tedesca di 23 anni, ed Elena Bezembajer, coetanea, sono riuscite a fuggire gettandosi con delle lenzuola dal terrazzo. Nel prossimo numero pubblicano una lettera che incoraggia altre donne a fare lo stesso. (I fatti sono certificati dal medico comunale e dal commissario di sezione 5).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Altri numeri includevano disegni e la vita e l&#039;opera dei 5 o 6 ebrei che fino a quel momento erano stati coinvolti nella tratta degli schiavi bianchi in citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene le biografie fossero vere e non lesinassero dettagli, per la morale dell&#039;epoca la diffusione di queste storie implicava uno scandalo maggiore dell&#039;esistenza stessa dei fatti denunciati.<br \/>Infine, la Suprema Corte ha stabilito che, nell&#039;ambito dei suoi poteri, il Comune poteva vietare la vendita o l&#039;apparizione di scritte o disegni osceni, in pochi mesi \u00e8 stato vietato, e tutta la sua campagna \u00e8 stata interrotta. L&#039;ultimo numero del Ponte dei Sospiri fu pubblicato il 17 giugno 1878.<br \/>Passeranno pi\u00f9 di 50 anni e migliaia di crimini prima che le autorit\u00e0 indaghino e puniscano questa nuova forma di schiavit\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br \/>Fonte: Rivista Todo Es Historia n. 342 Anno 1996 \u2013 Parte di una nota di: Jos\u00e9 Luis Scarsi<\/p>","protected":false},"featured_media":76195,"template":"","blog-categoria":[43],"class_list":["post-76194","blog","type-blog","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","blog-categoria-historia-e-historias"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Primeras cortesanas en Buenos Aires del siglo XIX - Blog<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Primeras cortesanas en Buenos Aires del siglo XIX - Blog\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"En 1870 y a\u00f1os siguientes, la importaci\u00f3n de mujeres europeas con destino a los burdeles de Buenos Aires se intensific\u00f3. En esa \u00e9poca ciertas zonas de la ciudad de Buenos Aires, que hoy son absolutamente c\u00e9ntricas, eran alejados y peligrosos suburbios. Debido a que lo que era la esquina de Temple (V\u00edamonte) y Suipacha, sol\u00eda [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/blog\/cortesanas-buenos-aires\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Blog\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"12 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/blog.argxp.com\\\/it\\\/blog\\\/cortesanas-buenos-aires\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/blog.argxp.com\\\/it\\\/blog\\\/cortesanas-buenos-aires\\\/\",\"name\":\"Primeras cortesanas en Buenos Aires del siglo XIX - Blog\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"http:\\\/\\\/blog.argxp.com\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/blog.argxp.com\\\/it\\\/blog\\\/cortesanas-buenos-aires\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/blog.argxp.com\\\/it\\\/blog\\\/cortesanas-buenos-aires\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"\",\"datePublished\":\"2022-03-24T12:40:00+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/blog.argxp.com\\\/it\\\/blog\\\/cortesanas-buenos-aires\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/blog.argxp.com\\\/it\\\/blog\\\/cortesanas-buenos-aires\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/blog.argxp.com\\\/it\\\/blog\\\/cortesanas-buenos-aires\\\/#primaryimage\",\"url\":\"\",\"contentUrl\":\"\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/blog.argxp.com\\\/it\\\/blog\\\/cortesanas-buenos-aires\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Portada\",\"item\":\"http:\\\/\\\/blog.argxp.com\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Primeras cortesanas en Buenos Aires del siglo XIX\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"http:\\\/\\\/blog.argxp.com\\\/#website\",\"url\":\"http:\\\/\\\/blog.argxp.com\\\/\",\"name\":\"Blog\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"http:\\\/\\\/blog.argxp.com\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Primeras cortesanas en Buenos Aires del siglo XIX - Blog","robots":{"index":"noindex","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Primeras cortesanas en Buenos Aires del siglo XIX - Blog","og_description":"En 1870 y a\u00f1os siguientes, la importaci\u00f3n de mujeres europeas con destino a los burdeles de Buenos Aires se intensific\u00f3. En esa \u00e9poca ciertas zonas de la ciudad de Buenos Aires, que hoy son absolutamente c\u00e9ntricas, eran alejados y peligrosos suburbios. Debido a que lo que era la esquina de Temple (V\u00edamonte) y Suipacha, sol\u00eda [&hellip;]","og_url":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/blog\/cortesanas-buenos-aires\/","og_site_name":"Blog","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Tempo di lettura stimato":"12 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/blog\/cortesanas-buenos-aires\/","url":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/blog\/cortesanas-buenos-aires\/","name":"Primeras cortesanas en Buenos Aires del siglo XIX - Blog","isPartOf":{"@id":"http:\/\/blog.argxp.com\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/blog\/cortesanas-buenos-aires\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/blog\/cortesanas-buenos-aires\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"","datePublished":"2022-03-24T12:40:00+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/blog\/cortesanas-buenos-aires\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/blog.argxp.com\/it\/blog\/cortesanas-buenos-aires\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/blog\/cortesanas-buenos-aires\/#primaryimage","url":"","contentUrl":""},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/blog\/cortesanas-buenos-aires\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Portada","item":"http:\/\/blog.argxp.com\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Primeras cortesanas en Buenos Aires del siglo XIX"}]},{"@type":"WebSite","@id":"http:\/\/blog.argxp.com\/#website","url":"http:\/\/blog.argxp.com\/","name":"Blog","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"http:\/\/blog.argxp.com\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/blog\/76194","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/blog"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/blog"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"blog-categoria","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.argxp.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/blog-categoria?post=76194"}],"curies":[{"name":"buona partita","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}